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Trenette sabaude

Quando si parla di Piemonte a tavola, si parla di giandujotti, che tra l’altro quest’anno festeggiano 150 anni (lo sapevate che Andy Wharol ne andava matto?), bollito misto, salse, antipasti come il vitello tonnato, battuta di fassona, agnolotti al plin, bonet e tante altre cose buone da leccarsi i baffi. Ma quando si parla di Piemonte si parla soprattutto di lei, la Bagna Caoda. Un intingolo goloso a base di olio, acciughe e aglio, tanto aglio, in cui pucciare le verdure.

La bagna caoda è il simbolo delle serate in compagnia, ha nella convivialità la sua massima espressione (anche perchè essendo fatta in gran parte di aglio, se tutti lo mangiano è come se nessuno lo avesse mangiato!).

Oggi sono arrivata a casa tardi e con una fame terribile, ecco che ho deciso così di preprare una versione super-mega-iper sprint di questa salsina per condire un piatto fumante di trenette. Le trenette sono uno dei formati di pasta che di solito si accompagnano al pesce, nella bagna caoda ci sono le acciughe. Il gioco è fatto!

Gli ingredienti per 4 persone sono:

350 gr di trenette

15 acciughe sotto sottolio o 10 sotto sale

5 spicchi d’aglio

4 cucchiai di olio extravergine di oliva

pepe qb

sale per la pasta

Preparare questa pasta è veramente molto semplice, ci riuscirebbe anche mio papà, che con la cucina ha un rapporto di amore e odio (senza l’amore!).

Mettete a bollire l’acqua per la pasta.

In un tegame mettete l’olio, gli spicchi d’aglio, sbucciati e schiacciati, e le acciughe. Se usate quelle sotto sale lasciatele in ammollo qualche minuto in una ciotola con acqua e aceto bianche per eliminare il sale, quindi apritele e togliete la lisca.

Accendete il fuoco e, aiutandovi con un cucchiaio di legno, schiacciate le acciughe fino a farle disfare completamente.

Mettete a cuocere le trenette.

Eliminate gli spicchi d’aglio e versate la pasta, ancora al dente nel sugo. L’ultimo minuto di cottura fatelo in padella con le acciughe. Tenete da parte qualche mestolo di acqua di cottura per allungare il sugo nel caso si asciugasse.

Servite con una macinata di pepe.

Volendo potete usare questo sughetto come base per una pasta con i broccoli o, potete dare un ultimo tocco aggiungendo una manciata di pangrattato con della scorza di limone.

Ecco dunque a voi le mie trenette sabaude!

Buon appetito

Sagne con i totani

Questo piatto l’ho preparato una sera durante le vacanze in Salento.

Attaccato a casa c’era una piccola ma fantastica pescheria e così un giorno tornando dalla spiaggia mi ci sono fermata.

In realtà l’idea era di prendere delle cozze, ma visto che la vacanza era all’insegna dello “zero sbattimento”, mi sono rifiutata di passare più di un’ora a pulirle…e così ecco un giusto compromesso.

Le sagne sono un tipico formato di pasta pugliese, sono delle pappardelle avvitate su se stesse, fatte con la semola di grano duro. L’impasto per intenderci è lo stesso delle orecchiette.

Questo è stato il risultato (mi scuso in anticipo per la qualità della foto…tenete conto che la cucina della casa dove eravamo non era luminosissima e io in più avevo già bevuto un bicchiere di rosato salentino…mi scusate?):

Gli ingredienti per 4 persone sono:

350 gr di sagne

4 totani di media grandezza

una manciata di olive salentine

2 spicchi d’aglio

un mazzetto di prezzemolo

qualche pomodorino pachino (5 o 6)

vino bianco

olio extravergine d’oliva

sale

peperoncino

 

Pulite i totani sotto l’acqua corrente, staccate i tentacoli e la testa, eliminate le interiora, la stecca trasparente,  sciacquateli bene, eliminate la pelle e fateli ad anelli (ovviamente tenete anche i tentacoli). Se non volete pulirli, o siete un po’ schifiltosi fateli pulire dal vostro pescivendolo!

In un tegame mettete 4 cucchiai di olio, gli spicchi d’aglio sbucciati e schiacciati, un po’ di prezzemolo e un pizzico di peperoncino. Appena inizia a sfrigolare aggiungete i totani ridotti ad anelli, fate rosolare qualche minuto, sfumate con il vino bianco. Appena evaporato aggiungete i pomodorini e le olive, salate leggermente e coprite la padella. Fate proseguire la cottura per circa 10 minuti coprendo con un coperchio.

Nel frattempo buttate la pasta in abbondante acqua salata, scolatela un minuto prima del tempo indicato, trasferitela nella padella con il sugo e fate terminare li la cottura. Tenete da parte un paio di mestoli di acqua della pasta da aggiungere nel caso il composto si asciugasse troppo.

Prima di servire cospargete con abbondante prezzemolo e a piacere con altro peperoncino.

E’ buonissima!

Buon appetito!

Tzaziki

Se non siete mai stati in Grecia andateci, se ci siete già stati sicuramente avrete fatto indigestione di Tzaziki… Io nella mia vacanza a Naxos credo di averne mangiato a tonnellate, buono buono buono! E’ uno di quei piatti che sa subito di vacanza…

Lo tzaziki è un piatto onnipresente sulle tavole greche, è una salsina deliziosa, freschissima da mangiare con le verdure o con il pane, specialmente il pitta, il pane greco basso basso e non lievitato.

E’ una salsa molto semplice, a base di yogurt greco, cetrioli, aglio, aneto, menta e olio extravergine di oliva.

Prepararlo è semplicissimo, e questo è il risultato:

Gli ingredienti:

Un vasetto di yogurt greco (io uso il Total Fage)

1 o 2 cetrioli a seconda delle dimensioni

1 mazzetto di aneto

1 spicchio d’aglio

qualche fogliolina di menta

1 cucchiaio di olio extravergine di oliva

sale

Per prima cosa lavate e sbucciate il cetriolo, a questo punto grattuggiatelo (con la grattuggia a fori larghi, i pezzi si devono sentire) e mettetelo a perdere l’acqua di vegetazione in uno scolapasta con sopra un peso (se avete poco tempo, mettete il cetriolo grattuggiato in un canovaccio bianco, chiudete e strizzate).

Mescolate il cetriolo con lo yogurt e poi tritate in maniera molto sottile tutti gli altri ingredienti, amalgamateli alla salsa, condite con olio e sale e mettete tutto in frigo a riposare per almeno un’oretta.

Io per far prima ho comprato da Ceni, il mio negozio preferito di tutta Torino, il preparato con i profumi per lo tzaziki (aneto, menta, aglio), già sminuzzati e dosati alla perfezione, per una confezione di yogurt metto un cucchiaino da caffè di profumi.

E’ perfetto da servire con delle verdure crude, con dei crostini, dei taralli e con tutto quello che preferite. Volendo può essere usato anche come salsina di accompagnamento per qualche secondo (in Grecia lo tzaziki lo mettono anche nel Gyros Pitta, la versione ellenica del kebap)…

Provatelo e come per magia vi sembrerà di essere su una spiaggetta greca!

 

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